23/08/2011
Ontopsicologia e Antonio Meneghetti: personal trainer per giovani leader
Negli Stati Uniti, tutti hanno un personal qualcosa. Personal trainer, nel caso più frequente: uno che ti segue nella pratica sportiva, negli allenamenti quotidiani, insomma uno che insegna a fare footing e flessioni. Poi c'è il personal che si occupa del tuo look, quello che ti insegna a vestire, parlare e presentarti. Quello che ti insegna a cantare, a ricevere gli ospiti, persino a fare il genitore. Se non hai almeno un maestro spirituale, non sei nessuno. In Italia, se hai stima di qualcuno, se lo consideri una persona speciale, se approfondisci per tua curiosità intellettuale il suo pensiero e scopri coincidenze o tra una saggezza senza tempo e senza padroni con qualche tua domanda esistenziale, allora sei per forza vittima di un santone... Ma perché in questo Paese ci consideriamo più imbecilli di tutti?
Per terminare il paragone, si può pensare all'Ontopsicologia, di cui Antonio Meneghetti è fondatore, al personal trainer dei giovani leader e non come alla setta narrata fiabescamente in Occulto Italia.
17:38
Scritto da: stoner123
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03/02/2011
Immagine e coscienza: panoramica bibliografica
Pur essendo al corrente della molteplice letteratura scientifica come training autogeno, Rêverie dirigée, Rêve éveillé dirigée, Symbolic visualization, Onirodrame, Psicocatarsi, Psicosintesi, Imagination active, Imagerie mentale, Visualizzazione catatimica, Onirotherapie, etc., l’immagogia ontopsicologica, per la sua diversità, deve essere appresa con impostazione nuova. Il prof. Meneghetti la conobbe in pratica personale e clinica (Cfr. il capitolo sull’immagogia nel libro “Manuale di Ontopsicologia”), poi la insegnò servendosi dei presupposti d’interpretazione onirica della psicanalisi in genere e, quando pensò di esporla per iscritto, si informò circa atteggiamenti similari.
Infatti, nessuna opera scientifica nasce «per improvviso», di solito individua e concretizza una legge di natura, già accennata da diverse ricerche. Nel caso dell’immagogia, i principali autori che hanno esposto una sintesi panoramica inerente alla contemporaneità dell’attività spontanea dell’immagine e lucidità della coscienza sono:
T. Klaus, «Autoipnosi e training autogeno» (1976);
M. Berta, «Psicoterapia por rêve éveillé dirigé», V Congresso Medico dell’Uruguay (1962);
R. Desoille, «La méthode du rêve éveillé», Information Psychologique, 10 (1963);
H. Leuner, «The use of initiated projection in psycho-therapy», Princeton, N.J. (1966);
W. Luthe, «Autogenes training. Correlationes Psycosomaticae» Thieme, Stuttgart (1965);
I.H. Schultz, «Das Autogene Training. In: Handbuch der Neurosenlehre und Psycotherapie», Bd IV, hsg. von Frankl, V.E., E. v. Gebsattel, I.H. Schultz. Urban & Schwarzenberg, München (1959);
N.S. Vahia, «Therapeutic value of some neurophysiological concepts: impressions of a pilot study», Neurology (Bombay) 1966.
15:16
Scritto da: stoner123
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10/09/2010
Entanglement: ancora un mistero della fisica quantistica?
Per chi non crede che Dio “gioca a dadi con il mondo”, ecco una parola chiave: entanglement. Tranquilli, non è uno scioglilingua o una roba da far accapponare la pelle: è il termine che in fisica quantistica indica il fenomeno per il quale due particelle separate, distanti fra loro anche milioni o miliardi di chilometri, possono risultare misteriosamente collegate. Qualunque cosa accade a una delle due, causa cambiamenti immediati sull’altra. Einstein considerò questa apparente azione-a-distanza troppo assurda per essere riscontrata in natura, ma ripetuti esperimenti dimostrarono incontrovertibilmente la realtà di questo fenomeno. “Se la teoria non può aiutarci a capire quello che veramente succede, allora la teoria semplicemente non è completa. Qualcosa manca. Devono esserci delle variabili che, una volta aggiunte alle nostre equazioni, completerebbero la nostra conoscenza e ci darebbero la comprensione che cerchiamo”. Fu Albert Einstein a lanciare questa sfida alla allora appena nata teoria dei quanti. Siamo nel 1935. Questo bizzarro fenomeno spiega il collegamento fra le particelle alla luce di un processo che, in origine, le avrebbe tenute vincolate insieme in modo speciale. Come due fotoni emessi da uno stesso atomo: saranno sempre accoppiati fra loro. Se si agisce su uno dei due fotoni, il suo “gemello”, ovunque si trovi nell’universo, reagirà a sua volta istantaneamente. Le scoperte della scuola ontopsicologica - i 3 epistemi razionali: campo semantico, In Sé ontico e monitor di deflessione - rendono questo fenomeno del tutto chiaro: non solo prevedibile, ma anche comprensibile. La conoscenza del campo semantico specifica le dinamiche con cui si muovono queste “azioni-a-distanza”, che non sarebbero altro che l’espressione del linguaggio base che usa la natura fra tutte le sue individuazioni. Ma non è sufficiente questa scoperta - che è valsa ad Antonio Meneghetti la laurea honoris causa in fisica nel 1994 – per comprendere tutto il fenomeno: è imprescindibile capire che queste connessioni non sono di un solo tipo. Occorre differenziare quelle originarie (come nell’esempio dei due fotoni dell’atomo) da quelle aggiunte, che non sono state create cioè da fenomeni naturali, ma da stereotipie intervenute successivamente. Per accadimento naturale, ogni individuazione umana - con il proprio In Sé ontico - deriva da un’emanazione del più generale ordine di natura o iso. È naturale, quindi, che esistano individuazioni che, come i fotoni, avranno livelli energetici “associati” e che ogni individuazione mantenga comunque l’associazione con l’originario iso di natura. Attenzione però a diffidare delle “imitazioni”, cioè di quelle associazioni che sembrano tali ma che, invece, sono state sovraimposte a quanto scritto dalla natura. In poche parole, nello studiare l’universo bisogna fare pulizia da quelle informazioni che fanno “interferenza” perché hanno una diversa origine, ma questo Einstein non poteva formularlo con lucidità razionale… Che le 3 scoperte dell’Ontopsicologia siano le variabili invocate da Einstein?
09:31
Scritto da: stoner123
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